25 agosto 2009

Rifugiati:moonwalkin del prefetto di Torino

Il prefetto di Torino,Paolo Padoin, fa un passo indietro riguardo allo sgombero di corso peschiera,
rinviando a meta' settembre l'operazione di trasferimento/sgombero dei Rifugiat* che occupano da quasi un anno l'ex clinica San Paolo.

Riportiamo il comunicato scritto dal Comitato di Solidarietà con Rifugiat* e Migranti.

rinvio mediatico o incapacita' istituzionale?

Corso Peschiera è occupata da ottobre 2008, e da allora le istituzioni si sono via via alternate sui giornali con proclami, sgomberi e soluzioni provvisorie... ultima notizia lo sgombero ed il parziale trasferimento in via Asti che secondo il sindaco in persona doveva avvenire a fine agosto. Oggi leggiamo dal prefetto che non sarà così, che ci saranno soluzioni per tutti e tutte..... ma il come e il dove e il quando è ancora incerto!


L'atteggiamento di continuo attacco, ritrattazione, rimpalli che sindaco, assessori e prefetto stanno continuando a fare sulla pelle e la vita degli occupant* ci mostra soltanto la loro incapacità di garantire una vita dignitosa a chi ne avrebbe diritto.

Siamo disgustate/i dal continuo balletto di numeri, e dalla girandola di proposte vendute come "soluzioni al problema profughi": i numeri servono per le statistiche e la burocrazia e forse questi sono gli unici interessi reali dell'Assessore Borgione e del suo staff; le "soluzioni" vanno trovate sul terreno dei diritti; "il problema" da risolvere non sono gli uomini e le donne che abitano in corso Peschiera, ma le politiche complessive su immigrazione e accoglienza del nostro Paese che a livello centrale rimane uno dei pochi in Europa sprovvisto di una legge organica sul diritto all'asilo, e che a livello locale mostra tutta l'ipocrisia e l'inefficienza di amministratori buoni solo a scaricare su altri le proprie responsabilità .


Quanto succede a Torino è in continuità con la tragedia avvenuta in questi giorni al largo di Lampedusa e ai respingimenti verso la Libia: i richiedenti asilo affogano in mare o vengono respinti; coloro che sopravvivono e che ottengono lo status di rifugiati/e vengono poi trattati come fastidiosa incombenza, senza alcun rispetto per la convenzione di Ginevra che li equipara ai cittadini e alle cittadine italiane, arrivando a negare loro la residenza e quindi l'accesso a diritti quali il lavoro, la casa, l'assistenza.

Ci viene quindi il sospetto che il rinvio dello sgombero abbia poco a che fare coi reali bisogni degli/delle occupanti di corso Peschiera, ma sia solo un modo per sottrarsi alla polemica di questi giorni sulle modalità italiane di gestire i rifugiati/e, cercando di abbassare i toni ed aspettando un momento più propizio.


La "soluzione via asti", che rimane come unica alternativa, è una sistemazione temporanea e provvisoria, per nulla strutturale, con una proposta di gestione e regolamento che limita fortemente le libertà individuali e rientra in una logica più ampia di criminalizzazione aprioristica dei e delle migrant*.


Non accettiamo questa logica, non vogliamo nella nostra città un laboratorio di repressione che potrebbe poi essere esportato nelle altre città come modello di "accoglienza" e che invece, come il Cie di corso Brunelleschi, sarebbe un altro luogo di negazione di diritti e libertà.


Noi continueremo a supportare le lotte dei rifugiat* che non hanno intenzione di abbassare la testa ma anzi che intendono partecipare attivamente alla vita politica della città con la propria presenza e la propria determinazione e la resistenza a chi continua a trattarli come pacchi postali di cui ancora non conosce la destinazione nascondendone i reali, e tuttora validi, bisogni.


Continueremo a non accettare soluzioni provvisorie, ma a rivendicare diritti per tutti e tutte!
I diritti se non sono per tutti e tutte si chiamano PRIVILEGI!

CASA LAVORO RESIDENZA


DIGNITA' PER I RIFUGIATI E LE RIFUGIATE
comitato di solidarietà con rifugiat* e migranti - Torino

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